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lunedì 3 settembre 2012

1 settembre Staro Kalmascevo

1 settembre
Staro Kalmascevo
La notte è trascorsa dormendo della grossa sotto ai caldi piumini. Al risveglio facciamo colazione con i nostri ospiti. Lala ha preparato una montagna di pancakes, che divoriamo insieme alle ottime marmellate di lamponi e ribes nero, fatte da lei. Ci offrono anche il miele ottenuto dalle loro api. Più tardi uno dei figli, Azamat, viene a prenderci per condurci alla scuola del villaggio, dove siamo attesi. E’ il primo giorno di scuola e l’usanza vuole che, dalle 10 in poi, entrino anche i genitori e i parenti degli alunni. Vera ci fa da guida nella scuola, facendoci visitare i diversi ambienti. Entriamo anche in alcune aule, interrompendo le lezioni, perché vuole presentarci agli alunni e ai colleghi. Mi viene chiesto di salutare i bambini in inglese ed italiano. Oggi gli alunni vestono in modo particolare: i maschi con completi e camicie bianche, le bambine con abiti scuri sui quali indossano bianchi grembiulini di pizzo, portano anche grandi fiocchi bianchi sui capelli. Dopo aver visitato le aule di tecnologia, ed altri ambienti Vera ci porta nel salone dove la dirigente sta tenendo il discorso inaugurale. La cerimonia prosegue per un’ora con la consegna dei diplomi agli alunni dell’ultimo anno. Io vengo invitata a tenere un discorso in inglese ed italiano. Acconsento volentieri e faccio del mio meglio. Vengo ripagata con grandi sorrisi, applausi ed un mazzo di fiori. Mi faccio dare l’indirizzo mail della scuola con la promessa di tenere i contatti per una sorta di gemellaggio tra la mia scuola e la loro. Knut nel frattempo ha scattato numerose foto. Tornati a casa di Alfred e Lala pranziamo con tutta la famiglia, poi usciamo a fare quattro passi, arrivando fino al fiume. La pioggia ha iniziato a cadere e ci fa ritornare alla casa in fretta. Più tardi ripetiamo la piacevole esperienza della sauna, questa volta corredata da “frustate” con i rami di betulla: prima Knut ed Ilmir, poi io ed Alina.Infine ci sediamo a tavola con tutta la famiglia e gustiamo un altro piatto tipico tataro, una specie di torta salata ripiena di carne e patate.









Vera e Cristina davanti alla scuola












Il museo della scuola


Il museo della scuola

Il museo della scuola

Il museo della scuola

Il giardino della scuola

Il giardino della scuola


Il giardino della scuola

Il giardino della scuola

Il giardino della scuola

Il giardino della scuola

Il giardino della scuola

La scuola


































31 agosto Chelyabinsk-Staro Kalmascevo

31 agosto
Chelyabinsk-Staro Kalmascevo ( 502 km.)
La pioggia ci ha accompagnato durante tutta la giornata mentre procedevamo a rilento sulla strada M5, che conduce a Mosca attraversando gli Urali. Che emozione è stato rimettere le ruote sul suolo europeo dopo più di due mesi! Addio Asia, addio Siberia…Il traffico su quest’arteria è impressionante! Si procede a rilento perché è difficile riuscire a superare le file di camion. Ad una sosta per bere un caffè scambiamo quattro chiacchiere con la coppia tedesca dell’Unimog che si è fermata allo stesso caffè. Viaggeremo sulla stessa rotta, ma mentre noi ci fermeremo a Kazan per visitarla, loro non potranno dato che al loro veicolo è interdetto l’accesso nelle città per via del peso del mezzo! L’attraversamento di Ufa ci prende parecchio tempo, la città si estende per parecchi chilometri, tra due grandi fiumi. Solo verso le 17,30 arriviamo al paese di Staro Kalmascevo, dove ci attende la famiglia di Fayruza. Per un colpo di fortuna incontriamo Ilmir, il fratello di Fayruza, che ci viene incontro, si presenta e ci accompagna a casa dei genitori. Lì riceviamo una calorosa accoglienza da parte di tutta la famiglia tanto che ci sentiamo come a casa. Hanno preparato una cena tatara: zuppa all’aneto con tagliolini fatti in casa, lesso con verdure, pollo al forno, insalata russa, insalata di cavolo, dolci e frutta. Durante la cena conversiamo con Vera, una zia insegnante d’inglese che funge da interprete. La serata trascorre piacevolmente, rallegrata dai bambini, Amelia, la piccola di 2 anni, sveglia e birbantella, Damir, 7 anni che m’insegna l’alfabeto russo e la dolce Alina che sorride timidamente. Più tardi Lala, la padrona di casa ci invita a fare la sauna. Si rivelerà un’ottima idea. Veniamo condotti  ad una casetta di legno, nel cortile, che consta di tre ambienti. Il primo è lo spogliatoio, da lì si entra in una stanza calda dove ci sono dei catini e i rubinetti dell’acqua calda e fredda; una porta conduce nella sauna vera e propria, dove ci sediamo sulle panche di legno. Usciti dalla sauna ci rovesciamo addosso l’acqua fredda…che sensazione di benessere assoluto ci pervade! Tutta la stanchezza della giornata è scivolata via!


















30 agosto Berdyuzhye-Chelyabinsk


30 agosto
Berdyuzhye-Chelyabinsk ( 685 km)
Giornata di veloce trasferimento allietata da uno splendido sole. La temperatura ha toccato i 30° nelle ore centrali; non eravamo più abituati!
La strada presenta tratti dissestati alternati a tratti con asfalto nuovo, ciò ci consente di tenere una buona media. Attraversiamo una zona costellata di laghi e paludi, regno di uccelli di ogni tipo. Peccato sia difficile riuscire a fotografarli mentre si guida. Abbiamo superato  più riprese una coppia tedesca a bordo di un Unimog, conosciuta il giorno prima durante una breve sosta alla ricerca di un posto dove dormire.
A Cheliabinsk troviamo una camera all’hotel Aurora per 3800 Rubli.